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Mai più paura della Matematica

Mai più paura della Matematica

24 Mag. 2009 | categoria Algebra, Frattali, Informatica, Matematica, Probabilità, curve, geometria, numeri, pedagogia | Nessun commento

_copertinaÈ il titolo di un bel libro uscito a marzo. Lo ha scritto Giovanni Filocamo, giovane fisico comunicatore della scienza, che è anche il project manager di “Matefitness, la palestra della matematica” (ne avevamo parlato a gennaio).
“La matematica è un filo prezioso con il quale è intessuta la trama della realtà” scrive Furio Honsell nella prefazione, che sottolinea come Filocamo sia riuscito a far “capire” la materia in modo creativo e non ripetitivo.

I titoli dei capitoli danno l’idea dell’impostazione del testo, eccoli: “Perché ho sempre avuto paura della matematica?” “La matematica che capisco senza saperlo” “La matematica che non ho mai capito” “La matematica che non avrei mai creduto di capire” “La matematica che… non si può non capire”. L’autore parte da se stesso, racconta una storia, quella del suo rapporto con la Matematica e più in generale con lo studio. Già nella seconda pagina si legge “E poi decise di iscriversi a Fisica, anche se sconsigliato da molti (ma cominciava a capire che fare di testa sua e impegnarsi per raggiungere gli obiettivi portava buoni frutti)”. Prosegue parlando di tanti problemi e argomenti matematici in maniera diretta con esempi per cercare di visualizzare meglio i concetti, come quello di vedere le operazioni di somma, prodotto, ecc. come tante macchine che ricevono dei sassolini in entrata e ne restituiscono altri in uscita su uno scivolo!

Nonostante alcuni piccoli errori di stampa (tutti rimediabili! A pag. 96 c’è un “positivo” al posto di un “negativo” a pag. 123 c’è “1/6 invece di 1/16″ a pag. 127 c’è un 28 al posto di un 2 elevato alla 8, a pag. 159 c’è un 1 all’esponente invece di un 2, a pag. 164 c’è una figura doppia… ) lo considero un testo di grande valore, al pari di “Matematica mio terrore” sia per la chiarezza delle spiegazioni sia per l’attenzione agli aspetti emozionali e psicologici che tale disciplina inevitabilmente porta con sè. Mi perdonerà l’autore se lancio una sfida ai suoi futuri lettori: ci sono piccole imperfezioni anche a pag. 42, 79, 87, 142, 148, 150, le trovate?

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