L’acceleratore Super-B
Super-B è un progetto internazionale diretto da Marcello Giorgi dell’Università di Pisa e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che prevede la costruzione di un acceleratore di particelle a Frascati. «Con la SuperB saremo in grado di creare la materia e l’antimateria e di studiare come queste si comportano quando coesistono in uno stato simile a quello che si è avuto l’ultima volta nei primi momenti di vita dell’universo, qualcosa come 13.7 miliardi di anni fa. Guarderemo al comportamento delle particelle nell’universo primordiale in modo diverso da come viene studiato al Large Hadron Collider (Lhc) al Cern; non cercando di raggiungere energie sempre più elevate, ma basandoci su uno dei pilastri della meccanica quantistica, il Principio di Indeterminazione. Il punto chiave è che prima che le fluttuazioni quantistiche oscurino la vista noi possiamo osservare, per una frazione di secondo, l’effetto del mondo ad alta energia che Lhc esplora direttamente. Per studiare la natura a queste elevate energie abbiamo però bisogno di raccogliere miliardi di queste veloci occhiate al mondo delle alte energie» si legge sul sito del progetto.
L’affascinante mondo delle particelle elementari potrebbe quindi svelare altri suoi segreti. A questo proposito, si legge ancora sul sito: «Il progetto SuperB parte da una idea di fondo: si possono ottenere ottimi risultati scientifici anche con acceleratori di particelle più piccoli dei “giganti” attuali e con energie molto più basse. Il nodo sta nel riuscire a far scontrare fasci di particelle estremamente compatti, piccoli e corti, densissimi. SuperB vuole aumentare così di 100 volte rispetto al limite attuale il numero di reazioni prodotte nella stessa unità di tempo in laboratorio. In questo modo, attraverso lo studio di processi estremamente rari di decadimento di particelle già note, si possono evidenziare piccolissimi effetti non previsti dalle teorie».
Super-B è nato dopo l’esperienza dell’acceleratore Dafne e dovrebbe essere costruito entro il 2016, se i finanziamenti arriveranno. Per ora il Miur ha stanziato 20 milioni di euro, ma quelli necessari sono circa 400. Le applicazioni pratiche vanno dalla biologia alla chimica ambientale, dalla microelettronica alla diagnostica e alle applicazioni mediche fino ai materiali innovativi.




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