Non ho tempo
“Non ho tempo” è il titolo di un film del 1972 su Èvariste Galois di Ansano Giannarelli ed è una frase che il giovane matematico annotò nei suoi scritti, pare, proprio la notte prima di essere ucciso in duello. Ho pensato a questo titolo perché durante gli orali degli esami di maturità, come tutti gli anni, il tema del tempo compare in molte tesine e percorsi: affascina, interessa tutti, inutile negarlo. Viviamo in una realtà nel quale il tempo ci condiziona e da Sant’Agostinino, Kant o Bergson i collegamenti sono molteplici.
Dal punto di vista della fisica me ne sono occupata tanto anch’io su lineediscienza (penso per esempio a uno dei miei primi post su un percorso interdisciplinare sull’argomento) o su LinxMagazine (si veda l’articolo sulla termodinamica). E non mi potevo far sfuggire l’occasione per parlarne ancora adesso e per di più a evento già passato.
Il 30 giugno scorso infatti è stato aggiunto un secondo in più all’ultimo minuto della giornata, che è durato quindi 61 secondi! Non ve ne siete accorti eh? Questa correzione è necessaria perché gli orologi atomici nella loro precisione devono invece tenere conto della rotazione terrestre che porta all’accumularsi di un ritardo di un secondo circa ogni due anni rispetto all’ora segnata dagli orologi atomici. La terra infatti pian piano rallenta… L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ha quindi provveduto a risanare questa discrepanza temporale, che con il passare dei decenni diventerebbe sensibilmente visibile (15 secondi al secolo) se non fosse eliminata strada facendo. L’ora degli orologi atomici si chiama Utc (Tempo Universale Coordinato) ed è stata istituita nel 1972, proprio l’anno del film su Galois… Da quella data sono stati aggiunti ben 24 secondi cosiddetti “intercalari”. La vicenda è piena di aspetti curiosi: a parte questa “arbitrario” potere umano sul tempo che decide di cambiarlo per adattarlo all’ambiente nel quale viviamo (e cioè la terra) che comunque è comprensibile per scopi pratici, sono interessanti le date fissate per questa operazione: rigorosamente o il 30 giugno o il 31 dicembre perché in questi giorni non vengono lanciati razzi spaziali, quindi non si rischia di compiere errori sulle loro traiettorie! Al massimo il 31 dicembre si lanciano i fuochi d’artificio…
Interessante e istruttivo infine è come l’aspetto intrinsecamente polemico dell’attività scientifica non venga meno neppure in questo caso: è stato obiettato infatti che questa correzione agli orologi atomici essendo per di più manuale non è esente da errori e che inoltre comporta il costo di dover cambiare l’ora a tutti i sistemi informatici mondiali.
La notizia fa a gara insomma con la proposta di cambiare il calendario per eliminare la differenza del numero di giorni fra un anno e l’altro: ne avevo parlato qui.
Per restare sempre in orario c’è la pagina web dell’Inrim con l’ ora esatta Utc, che vi segnala anche l’errore di sincronizzazione dell’orologio del vostro computer (il mio è avanti di 0,44 secondi, devo subito rimediare!!).





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