È bello sapere che la propria scuola contribuisce alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera grazie a un impianto di moduli fotovoltaici installati sul proprio tetto. In particolare, quello del mio liceo è costituio da 504 moduli in silicio policristallino, che dal 25 maggio 2011 ha già evitato più di 38 000 kg di CO2. Inoltre l’impianto produce energia elettrica che permette di sopperire a quasi il 73% del fabbisogno annuale del nostro edificio, con un notevole risparmio anche in termini economici, tenendo presente che parte dell’energia prodotta viene immessa anche nella rete elettrica esterna alla scuola.
Le autorità hanno inaugurato il piano della provincia di Varese, che prevede una produzione di energia elettrica di 4 247 989 Kwh all’anno con una conseguente riduzione di emissioni di CO2 di 2463, 83 tonnellate annuali e una riduzione dei costi di gestione del 47,39 %. Oltre all’installazione degli impianti fotovoltaici, sono in cantiere nuove scuole, come il liceo artistico di Busto Arsizio, che sarà un vero e proprio edificio a impatto zero, termoisolato, con una centrale geotermica e pannelli solari per la produzione di acqua calda e con un elevato utilizzo di materiali ecocompatibili.
In tutta Italia si stanno realizzando progetti analoghi, da Roma a Milano a Taranto, passando per Vicenza, Trapani, San Benedetto…
Tante iniziative, insomma: basta vedere i tanti video su youtube delle inaugurazioni degli impianti nelle scuole!
Attività in classe e link
Ho trovato lo schema delle discipline coinvolte in riferimento al fotovoltaico, che potete leggere qui sopra, in un filein pdf dell’ing. Salvatore Castello dell’Enea, realizzato per il progetto Il sole a scuola; il file contiene un’ottima relazione di quasi settanta pagine sull’argomento. Nella seguente pagina webche si riferisce sempre al progetto, potete trovare altri materiali teorici che spiegano brevemente i concetti fondamentali.
Nellapagina web intitolata “Calcolo di un impianto fotovoltaico di una scuola” c’è un ulteriore approfondimento realizzato dagli studenti della scuola secondaria di I grado “Giovanni XXIII” di Varano Borghi (Va).
L’associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente) propone attività per le scuole e kit didattici
Le attività di laboratorio sono un’ottima strada per studiare il fotovoltaico. Cito solo due casi esemplari, quello degli studenti dell’ITI Majorana di Grugliasco (To) che hanno costruito una barcaalimentata da moduli fotovoltaici e quello degli studenti dell’Itis e Liceo Tecnologico “Einstein” di Roma che hanno realizzato una cella di Graetzel al mirtillo (tutti i particolari su questo video)
Ci tengo molto a segnalate un’esperienza didattica sul tema della sostenibilità energetica, realizzata dal professor Aldo Ficara in una quinta classe professionale dell’IIS di Furci Siculo in provincia di Messina. Aldo Ficara è docente di elettrotecnica, responsabile scientifico della rete Nanotech-Duesicilie e si occupa anche di divulgazione della scienza (si veda il sito dedicato alle nanotecnologie Dieci alla meno nove).
La sperimentazione didattica si è inserita all’interno del modulo didattico “produzione dell’energia elettrica” e ha utilizzato la rivista di divulgazione scientifica “Green La Scienza al servizio dell’uomo e dell’ambiente” per integrare una serie di lezioni frontali sulla sostenibilità energetica. Una formula a mio parere molto interessante, visto anche il dibattito attuale sui libri digitali e non. Scrive infatti Ficara: “Sempre più spesso si parla di libri digitali che dovrebbero andare nella direzione dello sviluppo aperto e continuo, alla loro integrazione con la rete, allo sviluppo collaborativo, in modo da invitare gli insegnanti ad essere consapevoli sul significato e sulla portata di tutte le innovazioni associate alla tecnologia digitale.
Un’alternativa al libro digitale è l’uso di riviste, sia cartacee che on line, specializzate nell’ambito tematico del modulo didattico da proporre al gruppo classe.
Esperti, docenti, istituzioni e divulgatori scientifici da molto tempo sono impegnati a parlare in modo diretto e comprensibile della sostenibilità e della compatibilità ambientale della produzione di energia, con l’obiettivo di contribuire all’informazione e alla formazione dei cittadini di domani”.
A scuola le studentesse di quarta liceo sociopsicopedagogico mi hanno chiesto una lezione sulle centrali nucleari. Ho visto nel corridoio un mio ex studente di quinta dello stesso indirizzo liceale che l’anno scorso come approfondimento di Fisica aveva realizzato una presentazione in power point molto bella sull’energia nucleare, così gli ho chiesto se me la può portare settimana prossima per farla vedere alle ragazze di quarta.
Non è certo la prima volta che utilizzo gli ottimi materiali degli studenti per le mie lezioni: sempre quest’anno ad esempio, ho citato e ringraziato durante la spiegazione una mia studentessa che l’anno scorso ha preparato un power point sulle onde, che ho proiettato ai suoi compagni di quest’anno della classe quarta.
Poi mi è tornato in mente il sito del prof. Boschetto (che avevo già citato in un mio post) e a questa sua bellissima pagina web dove pubblica i lavori e gli approfondimenti di Fisica dei suoi studenti. Ve la consiglio perché ne vale proprio la pena. Per quanto riguarda le centrali nucleari e il loro funzionamento, mi sono già scaricata alcuni ottimi lavori.
Dopo l’incidente in Giappone molti blog hanno pubblicato materiale informativo sull’energia nucleare. Uno costruito per domande e risposte è quello di Amedeo Balbi (Keplero) del quale ho parlato anche nel mio post precedente, che si intitola “Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari” con l’avvertenza che «chi vuole veramente capire qualcosa in materia e farsi un’opinione — senza ripetere a pappagallo cose dette da altri — deve studiare seriamente: non ci sono scorciatoie».
Sempre con la formula “a domanda rispondo” è fresco di stampa “Enigma nucleare” di Luca Carra e Margherita Fronte.
Insomma, con un occhio al libro di testo e uno alla rete, credo che riuscirò a preparare la lezione extra in maniera dignitosa, spero, anche se sono sommersa dai compiti da correggere
Ieri sera nel mio liceo si è tenuta una conferenza molto interessante dal titolo “Energia dalle stelle per le generazioni future: la fusione termonucleare”. Il relatore era Alessandro Moro, un ex-studente del liceo, laureato in Fisica, che lavora come ricercatore al progetto internazionale Iter, con il gruppo di ricerca dell’Istituto di Fisica del Plasma di Milano e l’associazione Euratom-Enea-Cnr.
Io sono particolarmente affezionata a Iter perché più di una decina di anni fa ne avevamo parlato al Master in comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste ed era stato molto appassionante seguire le fasi e lo sviluppo di questo filone di ricerca, che è allo stesso tempo sia di base (quindi altamente teorico) sia applicato, con fondamentali possibili ripercussioni sulla nostra vita quotidiana.
La sala della conferenza era piena di studenti e anche di pubblico adulto e Alessandro Moro ha descritto con grande chiarezza lo stato della situazione energetica attuale del nostro pianeta, le possibili soluzioni per poterla risolvere e, fra queste ultime, ha approfondito la risorsa della fusione nucleare, che è quella alla quale lavora in prima persona. Ha tenuto una lezione sulla fisica della reazione di fusione nucleare, che richiede le conoscenze di base del programma di quinta liceo (la forza di Lorentz, l’induzione elettromagnetica, la famosa equazione di Einstein che lega energia e massa, lo stato di plasma, ecc…) e ha descritto nei particolari come sia possibile realizzare sulla Terra il processo nucleare che avviene all’interno di ogni stella: dalle pareti di Litio che emettono il Trizio, al fenomeno del sconfinamento magnetico, dalla necessità di trovare una forma geometrica adatta per far “girare” il plasma in maniera efficiente… Ottima ricaduta didattica, quindi.
Ma ottima anche la ricaduta per quanto riguarda l’informazione scientifica per avere una base culturale consona alle richieste della nostra società contemporanea. Si tende infatti a considerare il nucleare solo a fissione (quello del disastro di Chernobyl e Fukushima) altamente radioattivo e la maggioranza delle persone neppure sa dell’esistenza della fusione nucleare (nonostante la presenza quotidiana del sole sopra le nostre teste!!) che non produce scorie radioattive, che non coinvolge nessuna reazione a catena, che ha una produzione di “densità di energia” elevatissima (confrontata ad esempio con quella del carbone o del petrolio) e che richiede principalmente solo acqua come materiale di partenza e azoto liquido per il raffreddamento (oltre ovviamente a tutte le strumentazioni).
Il progetto Iter, in costruzione presso Cadarache in Francia, sarà il primo reattore a fusione mai realizzato. Dovrà dimostrare con i fatti che la fusione è possibile, quindi è un reattore che appartiene alla fase di ricerca preliminare e che porterà alle future centrali nucleari pulite. Tutto il mondo partecipa a questo grande progetto a medio/lungo termine che promette uno sviluppo globale di elevata compatibilità con l’ambiente.
Ci tengo a parlare delle eccellenze degli studenti: oggi è il turno del concorso nazionale Giornalisti nell’erba organizzato dall’associazione “Il Refuso” con il patrocinio della Presidenza della Repubblica e la partecipazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Rivolto a tutti i giovani dai 5 ai 18 anni, il concorso è arrivato alla sua quarta edizione e quest’anno aveva tre temi sui quali scrivere, girare filmati, scrivere racconti, poesie, disegnare ecc. ecc. : due temi legati all’acqua e un terzo che si concentrava sulle indagini giornalistiche che monitoravano le attività delle amministrazioni locali nell’ambito dell’energia solare. Tra gli scopi principali del concorso vi è infatti la sensibilizzazione alle tematiche ambientali, oltre all’esercizio alla comunicazione.
La partecipazione degli studenti è stata come sempre grande: quest’anno i giornalisti nell’erba sono stati 2528, provenienti da 17 regioni.
La premiazione si è tenuta a Monte Porzio Catone sabato 22 e – per la cronaca – c’ero anch’io, in veste di accompagnatrice di una mia studentessa che ha vinto il primo premio per la sezione articoli/interviste. Una giornata che ricorderò per tanti motivi, per l’organizzazione perfetta, la bellezza di tanti ragazzi pieni di entusiasmo, il prestigio a livello nazionale e le espressioni degli insegnanti, fieri dei loro studenti. Ringrazio anche la redazione di LinxMagazine che l’anno scorso aveva pubblicizzato il concorso!
Nell’immagine la copertina del libro del concorso che raccoglie tutti gli elaborati premiati