Vi saluto con qualche buona lettura estiva.
Quest’anno, oltre agli intramontabili Flatlandia di Abbott e Matematica mio terrore di Anne Siety, ho lasciato da leggere ai miei studenti Giocando con l’infinito di Rózsa Péter, un classico della divulgazione della Matematica finalmente ripubblicato, che mancava nelle librerie dal 1973, data della prima edizione a cura di Corrado Mangione e con la postfazione di Giulio Giorello. Il libro è stato scritto nel 1939, quando la Péter era confinata nel ghetto di Budapest a causa delle leggi razziali e inizialmente l’intenzione era quella di scrivere una lettera a un suo caro amico scrittore che si lamentava di “non sapere nulla di matematica”… Lo leggeranno i miei studenti di quarta, per entrare nel mondo dell’analisi matematica con una guida illustre e molto chiara, come la Péter, matematica nota per il suo contributo fondamentale alla teoria delle funzioni ricorsive.
Per divertirsi e nello stesso tempo far funzionare la materia grigia, consiglio Il matematico curioso, il secondo libro di Giovanni Filocamo uscito in libreria questa primavera. Avevo già parlato del suo Mai più paura della Matematica e anche in questa ultima “fatica letteraria” Filocamo è riuscito a comunicare gli argomenti tecnici in maniera chiara e piacevole e soprattutto… curiosa, come sottolinea il titolo. Dalla longitudine, fino al sistema di voto proporzionale e maggioritario, passando per i giochi di magia o per il metodo più veloce per avere un’idea di quanto si spenderà al supermercato, troverete molte occasioni per stupirvi e riflettere.
Sempre di Matematica, se non avete ancora avuto occasione di leggerli, consiglio L’enigma dei numeri primi di Marcus Du Sautoy (2004) e La congettura di Poincaré di Donal O’Shea (2007) che si occupano di argomenti affascinanti difficilmente trattati a scuola, come l’ipotesi di Riemann e la congettura di Poincaré. Due testi che hanno in comune una scrittura che appassiona e che avvicina la matematica attraverso la vita dei suoi protagonisti.
Per quanto riguarda la Fisica e non solo, consiglio Gettar luce nell’oscuro laberinto. Arte, letteratura, scienza in Galileo Galilei di Luciano Celi, ideale lettura anche per i colleghi di Lettere e Arte (se sono in ascolto!) e, motivo di più, per gli studenti. Si tratta di un saggio scritto in un linguaggio accessibile a tutti e molto chiaro, nonostante la notevole documentazione e la massa di informazioni e argomenti. Il testo è nato da una serie di conferenze tenute in Germania in università, dall’autore – laureato in filosofia della scienza e giornalista scientifico – in occasione dell’anno internazionale dell’Astronomia e della IX settimana della lingua italiana nel mondo. «Questo saggio esplora i percorsi meno conosciuti dei rapporti di Galileo con la cultura umanistica» scrive Luciano Celi «dal dialogo con i pittori alla passione letteraria per Ariosto, dai disegni autografi della Luna […] alle lezioni accademiche sull’Inferno di Dante». Una curiosità: in una nota ho letto che Galileo era molto popolare anche in Cina e che il suo nome venne traslitterato in cinese e divenne “Chia-Li-Lueh”!! Chissà, probabilmente lo chiamano così ancora adesso…
Per orientarsi nel mondo della ricerca e per capire quali prospettive future offrano i corsi di laurea scientifici, c’è Scienza. Next Generation a cura di Max Brockman, una raccolta di interviste a diciotto giovani scienziati. Ognuna di queste menti brillanti parla del proprio lavoro di ricerca insieme alle sue applicazioni e alle potenziali linee di indagini future: dall’energia oscura dell’universo, alla percezione del tempo nel nostro cervello, dall’evoluzione degli esseri umani fino ai neuroni specchio e al mondo “alieno” dei virus.
Io sto leggendo un libro a cura di due matematici italiani che amano il proprio lavoro di insegnante: Pensieri sottobanco. La scuola raccontata alla mia gatta a cura di Paolo Fasce e Domingo Paola. L’idea del libro nasce un po’ come risposta alternativa alle tesi sostenute da Paola Mastrocola nel suo famoso libro La scuola raccontata al mio cane e raccoglie idee, esperienze e proposte per migliorare la
scuola. «La scuola è plurale» scrive Paolo Fasce «È composta da molte anime, alcune delle quali ho cercato di coinvolgerle perché un monologo, per tanto convincente e profondo che sia, rappresenta comunque un solo punto di vista, e nella scuola delle mille culture didattiche e pedagogiche e della complessità dell’utenza di oggi nessuno può, da solo, descrivere la situazione, figuriamoci dare soluzioni ».
Mi sento particolarmente vicina alla visione viva e non rassegnata – nonostante i tempi bui – che gli autori propongono, perché a scuola si sta bene, si vive e “si può fare, si può fare” (come cantava Branduardi!) ne sono convinta! E poi mi sento vicina agli autori, anche (e non solo) per motivi anagrafici, perché come sottolinea Paolo Fasce parlando della pubblicazione della Lettera a una professoressa nel 1967 «Alcuni autori di questo libro sono nati proprio in questo anno, molti entro un limitatissimo intervallo di tempo vicino a questa data. Ci piace, a distanza di più di quarant’anni, considerarci eredi di don Milani».
Mi porterò in vacanza Matematica. Stupore e poesia di Bruno D’Amore, che contiene interventi e saggi di tantissimi esperti e matematici importanti, come Piergiorgio Odifreddi, Michele Emmer, Claudio Bartocci, Gabriele Lolli, Luis Radford, Umberto Bottazzini, Giorgio Israel, Sandro Graffi, Ubiratan D’Ambrosio. Si legge nella presentazione: «Attraverso arte, storia, letteratura, filosofia e scienze sociali, l’autore e i suoi illustri colleghi ci guidano alla comprensione di questa bizzarra e capricciosa disciplina che è la matematica». E per restare nel campo interdisciplinare, porterò anche La consistenza della luce di Alessandro Carrera, che ha come sottotitolo “Il pensiero della natura sa Goethe a Calvino”: un libro dedicato al tema della luce, della visione e dello sguardo fino a spingersi all’indagine del problema stesso della conoscenza.
Buona lettura a tutti e buone vacanze!!!