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Ricercatrici italiane

11 Giu. 2012 | categoria Fluidi, astrofisica, donne e scienza, libri | Leggi tutto | Nessun commento

Anna Mazzucato ha ricevuto il premio Ruth I. Michler Memorial Prize per l’anno 2011/2012 assegnato dalla Association for Woman in Mathematics (Awm) e dalla Cornell University per il suo lavoro nel campo delle equazioni differenziali non lineari. Laureata in Matematica e specializzata in Fisica Matematica a Milano, Anna Mazzucato dal 1994 lavora negli Stati Uniti ed è associate professor presso la Pennsylvania State University. Su Galileo si legge: «grazie a questa borsa di studio Anna Mazzucato approfondirà l’analisi delle soluzioni deboli delle equazioni di Navier-Stokes e di Eulero, i problemi connessi al trasporto con campi vettoriali irregolari e l’analisi dei problemi al contorno per sistemi ellittici nei domini singolari con l’applicazione del metodo degli elementi finiti». Le equazioni di Navier Stokes sono equazioni alle derivate parziali che hanno applicazione in fluidodinamica e che descrivono il comportamento di un fluido reale. Per avere un’idea della “matematica in gioco” vi consiglio la pagina di Fluidodinamica teorica, mentre sul sito matematicamente potete leggere un articolo divulgativo di Flavio Civolin sull’argomento.

Le ricercatrici italiane sono state premiate anche da “L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza” che ha assegnato cinque premi rispettivamente a Maria Giovanna Dainotti astrofisica, Elena Fortunati ingegnere, Federica Franciosi medico veterinario, Valeria Manera psicologa e a Monica Scognamiglio, biologa. In particolare, Maria Giovanna Dainotti è stata premiata per la sua ricerca nel campo dei gamma ray burst e Elena Fortunati per il suo lavoro sui biomateriali di dimensioni nanometriche. In questo blog potete trovare una breve nota sui gamma ray burst (esplosioni di raggi gamma che arrivano dallo spazio) e sul satellite Swift che ha fornito i dati analizzati dalla Dainotti: è in inglese, per rimanere in allenamento… Ben fatta e sintetica è anche la pagina didattica dell’Università di Berkeley “Gamma-Ray Bursts”.

Come lettura estiva segnalo il libro “Donne naturalmente” di Giuseppe Armocida, professore ordinario di Storia della Medicina nell’Università dell’Insubria di Varese. È un saggio molto interessante sulle spiegazioni fisiologiche della differenza fra uomo e donna che la medicina del XIX secolo cercava di delineare per affermare la “naturale inferiorità” femminile! Conoscere il passato per non ripetere gli stessi errori, si potrebbe commentare: lettura molto edificante.

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Leggere in classe

29 Feb. 2012 | categoria Didattica, libri, pedagogia | Leggi tutto | Nessun commento

Mi ricollego al discorso molto interessante di Barbara Scapellato sull’utilità di raccontare storie di scienza in classe e soprattutto del fatto che bastano solo 15 minuti. È vero, non si “perde” troppo tempo e si guadagna molto sia in termini di possibile aumento di interesse e motivazione da parte degli studenti sia della loro percezione del mondo della scienza, per avvicinarli di più alla “realtà” sociale, psicologica, storica e metodologica dei processi scientifici.

In questi anni ho raccolto alcune esperienze di lettura in classe, anche se sono state proprio sporadiche, purtroppo… vedrò di renderle invece una buona pratica d’ora in poi! I buoni propositi sono una delle caratteristiche vincenti del lavoro dell’insegnante, no? ;-)   Affiancherò così le letture in classe con quelle a casa (perché la lettura è anche un momento intimo irrinunciabile) insieme agli altri “esperimenti culturali” quali la visione di spettacoli a tema scientifico, di film interi o di brevi spezzoni video e le visite alle mostre interattive e agli science center, ecc. ecc.

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Leggere in classe a volte è un successo insperato a volte un fallimento totale, dipende dalle classi (?) dal momento, dal tipo di libro (?), dalla giornata (?), chi lo sa! Parto con i fallimenti, o almeno quelle che a me sono sembrate esperienze di lettura fallimentari. L’idea era bellissima e infatti la abbiamo realizzata l’anno scorso in una calda giornata di maggio o aprile e le ultime due ore (dalle 12 alle 14) siamo andate ai giardinetti a fianco della nostra scuola (dove c’è anche il campo sportivo) per un “pic nic della fisica”: abbiamo mangiato e chiacchierato, insomma tutto bene. Poi avevo annunciato che avrei letto qualcosa da I dieci esperimenti più belli, mancavano venti minuti alla fine delle lezioni e così ci siamo sedute all’ombra sulle sedie di plastica messe ad anfiteatro. Ho iniziato a leggere ma tre ragazze hanno incominciato ad agitarsi a ridere con piccoli urli… insomma pare che fossero attaccate da insetti, da piccole mosche che le mordevano e le disturbavano irrimediabilmente. Non c’è stato nulla da fare, le altre compagne erano abbastanza irritate nei loro confronti, le guardavano male e allora io per non creare inutili inimicizie ho interrotto la lettura. Purtroppo a volte bastano anche poche persone a rovinare il clima, soprattutto quando le classi sono numerose e ormai ho tutte classi da 30 studenti, più o meno. Il numero elevato è sicuramente un problema, ne sperimento ogni giorno le difficoltà. Anche l’età forse conta, ma la classe in questione era un quarta (liceo indirizzo sociopsicopedagogico), con anche studenti maggiorenni. Non mi andava di rimproverarle, di obbligarle ad ascoltare, mi sembrava paradossale! Doveva essere un momento di piacere e non di obbligo, si doveva instaurare la “magia dell’ascolto” e se ciò non è successo tanto vale accettare la sconfitta, anche se riguardava solo tre alunne e tutte le altre invece sembravano interessate. Forse ho scelto il momento sbagliato e avrei dovuto iniziare il pic nic con la lettura e non finirlo, chi lo sa… quest’anno magari provo così, se avrò l’occasione di fare un altro pic nic.
Un secondo momento “fallimentare” riguarda però un unico studente di qualche anno fa (sempre in una quarta liceo ma di indirizzo scientifico, quindi con ragazzi abbastanza grandi). Di solito faccio leggere in classe dai ragazzi Il Copernico di Leopardi anche perché la parte del sole è divertente (va interpretata in maniera molto svogliata, con il sole che si rifiuta di muoversi…) e anche quelle delle ore del giorno è curiosa, insomma parliamo di Leopardi: il dialogo è un piccolo capolavoro della letteratura italiana! Lo ho fatto interpretare anche in un incontro di quest’anno su letteratura e scienza all’Università della Terza età e ovviamente ci siamo molto divertiti e ne abbiamo discusso. Tornando alla lettura in classe, mi sono accorta che nel mentre un ragazzo non guardava i compagni che leggevano ad alta voce ma aveva il capo chino sul libro di Chimica… non lo ho ripreso perché mi sono accorta che teneva il libro aperto sul banco in maniera provocatoria, proprio per incitare un mio richiamo, una sfida che mi sono ben guardata di raccogliere. “Se non vuoi ascoltare è un problema tuo” ho pensato guardandolo. Lui ha visto che lo guardavo e ha continuato a ripassare Chimica. I compagni vicini si sono accorti e penso si siano vergognati per lui perché hanno continuato ad ascoltare il dialogo ignorandolo.

In una classe prima invece quest’anno ho ripreso subito chi faceva tutt’altro invece di ascoltare la lettura. Insomma, dipende dalle situazioni: da ragazzi di quarta liceo mi aspetto un atteggiamento più consapevole mentre a quelli di prima mi sento di doverglielo ancora “insegnare” anche perché sono molto più irrequieti e vedono tutto quello che non è lezione “convenzionale” come un momento per fare altro (tanto poi non interrogo su quello che si legge, no? E poi siamo nell’ora di matematica e non in quella di italiano, no?).

Visto che ho parlato della classe prima (indirizzo linguistico, ebbene sì le mie cattedre sono molto varie! Il mio Istituto ha molti indirizzi e mi sembra comunque una ricchezza…), continuo: quest’anno a settembre ho dato loro da leggere a casa Il meraviglioso mondo dei numeri di Alex Bellos con la scadenza per la lettura le vacanze di Pasqua. Il programma di prima inizia con i numeri, allora ho preparato una lezione con la Lim con un po’ di storia della matematica e abbiamo letto in classe l’introduzione da Il libro dei numeri di Conway e Guy. Ogni studente leggeva un paragrafo dedicato a un numero e alla sua etimologia e poi si decideva insieme quale delle tantissime informazioni lette “conservare” annotandola a turno sulla Lim; è stato molto interessante: a un certo punto abbiamo deciso di scrivere noi altre parole che etimologicamente nascevano da ogni numero…
Un altro successo di lettura è quando in occasione del pigreco day si legge in classe la poesia di Wislawa Szymborska: ho degli studenti che partecipano al laboratorio teatrale della nostra scuola e che leggono sempre con molta cura la poesia.

Alla fine dell’anno scorso quando ho assegnato i compiti di Fisica per le vacanze estive nella prima scientifico è stato molto bello osservare come è cambiato l’atteggiamento degli studenti alla notizia che davo loro da leggere un libro! Dividerei il processo nelle seguenti fasi:
1) reazione alla notizia: esclamazioni del tipo “O noo” con espressioni stupite/incredule/disperate quasi sotto shock. Mi chiedono subito “di quante pagine?”
2) quando faccio passare i libri fra i banchi (dovevano scegliere un libro da leggere fra La fisica del Miao e La fisica del bau di Monica Marelli) espressioni positivamente stupite “ehi!” notano le figure, le descrizioni degli esperimenti ecc.
3) Mi chiedono “possiamo rifare gli esperimenti?” e io rispondo “sì, certo” ecc.
4) Inizio a leggere un capitolo: ascoltano, si divertono, mi guardano sorridendo. “In fondo non è così terribile” sono tutti rincuorati.

L’episodio di successo che ricordo con maggiore vividezza è la lettura del primo capitolo di Lo stano caso del cane ucciso a mezzanotte sempre alla fine dell’anno e sempre in previsione di un compito di lettura per le vacanze estive (era una classe di terza liceo delle scienza sociali). A leggere è stata una studentessa seduta sulla cattedra. Fin dalle prime frasi è calato subito il silenzio. Finito il primo capitolo io volevo interrompere la lettura, ma loro hanno voluto leggere anche il capitolo successivo!! Alla fine purtroppo è suonata la campanella.

Concludo con un interrogativo per me ancora irrisolto. È già capitato due volte che in classe uno studente mi abbia detto che ha letto il romanzo La solitudine dei numeri primi che io non ho particolarmente apprezzato; la prima volta la studentessa mi ha detto che il libro la aveva innervosita e io, capendola in pieno, ho annuito. La seconda volta però è successo quest’anno nella quarta scientifico e più di una studentessa mi ha detto che lo aveva letto e che le era piaciuto tantissimo. Ecco, la mia reazione è stata titubante, ho detto “davvero? E perché” ma poi il discorso è finito lì… Il problema è “come parlarne in classe?”, come condurre una discussione sia sul piano letterario sia su quello scientifico? Forse non dovrei esserci solo io, avrei bisogno dell’aiuto dei colleghi umanisti. Finché ci si ferma alla lettura in classe tutto può funzionare o meno, ma quando assegno i libri da leggere a casa, come posso “sfruttarli” in classe? Sono anni che assegno da leggere i libri a casa “e basta” al massimo chiedo se è piaciuto… ho sperimentato solo le seguenti “ricadute didattiche”
1) gli studenti preparano un approfondimento sul libro letto (Matematica mio terrore o Flatlandia o La fisica delle ragazze o La fisica della domenica…) al posto della domanda nuova nell’interrogazione e così poi io assegno il voto a tutta l’interrogazione (anche oggi in quarta psicopedagogico ho interrogato e gli approfondimenti erano sulla catarifrangenza e sulla iridescenza, tratti dai libri della Marelli)
2) durante le vacanze estive, dopo aver letto il libro, “lo studente dovrà esercitare la propria creatività per comunicare al resto della classe a settembre un argomento trattato nel libro. Potrà realizzare una presentazione in power point oppure un video o una fotografia con didascalia oppure una recensione o potrà scrivere una poesia, un racconto, un fumetto, un dialogo… si potrà inventare un esperimento… potrà realizzare una breve lezione ecc… L’importante è che il lavoro sia accurato dal punto di vista scientifico e originale”. Come ho scritto nel programma di fine anno della prima scientifico dell’anno scorso. Hanno realizzato esperimenti, presentazioni in power point, relazioni cartaceee e video molto belli :-)

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Libri per l’estate

10 Lug. 2011 | categoria Arte, Einstein, Filosofia, Fisica, Letteratura, Matematica, cinema, libri, storia della Matematica, storia della scienza | Leggi tutto | Nessun commento

Finiti gli esami di maturità e i corsi di recupero, posso finalmente pensare alla scelta delle mie letture estive. Quest’anno ho assegnato ai miei studenti nelle varie classi, la lettura di: “Matematica mio terrore” di Anne Siety, “L’evoluzione della fisica” di Einstein e Infeld (solo il primo capitolo, intitolato “L’ascesa dell’interpretazione meccanicistica”, per i miei futuri studenti di quarta scientifico), “La fisica della domenica” di Michele Marenco e “La fisica del bau” o “La fisica del miao” di Monica Marelli (per i miei futuri studenti di seconda).

           

Ho già accatastato una piccola pila invece per me, di libri che vorrei leggere. I primi due sono di storia della scienza: “Per la scienza per la patria” di Fabio Toscano è la biografia del fisico e politico del Risorgimento Carlo Matteucci e “Un matematico un po’ speciale” di Sandra Linguerri è dedicato al matematico Vito Volterra e alle sue allieve….

       

Gli altri quattro hanno tutti in comune il legame fra arte – letteratura e scienza:

  • Il cinema e la matematica” di Stefano Beccastrini e Maria Paola Nannincini
  • Discorso sulla matematica. Una rilettura delle Lezioni americane di Italo Calvino” di Gabriele Lolli
  • La raccolta di racconti “L’orizzonte di Riemann” a cura di Antonio Bellomi e Luigi Petruzzelli
  • Il romanzo di Don DeLillo “La stella di Ratner
  • La leggibilità del mondo” di Hans Blumenberg

              

Un romanzo che ho già letto invece è “La seconda scomparsa di Majorana” di Jordi Bonells, e lo consiglio a chi vuole intraprendere un viaggio letterario indimenticabile.
Concludo con una buona notizia: è appena uscita una collana per la casa editrice Dedalo dedicata a Scienza e letteratura :-)

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Letture estive

20 Lug. 2010 | categoria Arte, Astronomia, Filosofia, Fisica, Infinito, Informatica, Letteratura, Matematica, Scienze, astrofisica, energia, equazioni, esperimenti, geometria, iperspazio, libri, logaritmi, luce, numeri, nuove tecnologie, pedagogia, poesia, scienza, storia della scienza | Leggi tutto | 3 commenti

Vi saluto con qualche buona lettura estiva.

Quest’anno, oltre agli intramontabili Flatlandia di Abbott e Matematica mio terrore di Anne Siety, ho lasciato da leggere ai miei studenti Giocando con l’infinito di Rózsa Péter, un classico della divulgazione della Matematica finalmente ripubblicato, che mancava nelle librerie dal 1973, data della prima edizione a cura di Corrado Mangione e con la postfazione di Giulio Giorello. Il libro è stato scritto nel 1939, quando la Péter era confinata nel ghetto di Budapest a causa delle leggi razziali e inizialmente l’intenzione era quella di scrivere una lettera a un suo caro amico scrittore che si lamentava di “non sapere nulla di matematica”… Lo leggeranno i miei studenti di quarta, per entrare nel mondo dell’analisi matematica con una guida illustre e molto chiara, come la Péter, matematica nota per il suo contributo fondamentale alla teoria delle funzioni ricorsive.

Per divertirsi e nello stesso tempo far funzionare la materia grigia, consiglio Il matematico curioso, il secondo libro di Giovanni Filocamo uscito in libreria questa primavera. Avevo già parlato del suo Mai più paura della Matematica e anche in questa ultima “fatica letteraria” Filocamo è riuscito a comunicare gli argomenti tecnici in maniera chiara e piacevole e soprattutto… curiosa, come sottolinea il titolo. Dalla longitudine, fino al sistema di voto proporzionale e maggioritario, passando per i giochi di magia o per il metodo più veloce per avere un’idea di quanto si spenderà al supermercato, troverete molte occasioni per stupirvi e riflettere.

Sempre di Matematica, se non avete ancora avuto occasione di leggerli, consiglio L’enigma dei numeri primi di Marcus Du Sautoy (2004) e La congettura di Poincaré di Donal O’Shea (2007) che si occupano di argomenti affascinanti difficilmente trattati a scuola, come l’ipotesi di Riemann e la congettura di Poincaré. Due testi che hanno in comune una scrittura che appassiona e che avvicina la matematica attraverso la vita dei suoi protagonisti.

Per quanto riguarda la Fisica e non solo, consiglio Gettar luce nell’oscuro laberinto. Arte, letteratura, scienza in Galileo Galilei di Luciano Celi, ideale lettura anche per i colleghi di Lettere e Arte (se sono in ascolto!) e, motivo di più, per gli studenti. Si tratta di un saggio scritto in un linguaggio accessibile a tutti e molto chiaro, nonostante la notevole documentazione e la massa di informazioni e argomenti. Il testo è nato da una serie di conferenze tenute in Germania in università, dall’autore – laureato in filosofia della scienza e giornalista scientifico – in occasione dell’anno internazionale dell’Astronomia e della IX settimana della lingua italiana nel mondo. «Questo saggio esplora i percorsi meno conosciuti dei rapporti di Galileo con la cultura umanistica» scrive Luciano Celi «dal dialogo con i pittori alla passione letteraria per Ariosto, dai disegni autografi della Luna […] alle lezioni accademiche sull’Inferno di Dante». Una curiosità: in una nota ho letto che Galileo era molto popolare anche in Cina e che il suo nome venne traslitterato in cinese e divenne “Chia-Li-Lueh”!! Chissà, probabilmente lo chiamano così ancora adesso…

Per orientarsi nel mondo della ricerca e per capire quali prospettive future offrano i corsi di laurea scientifici, c’è Scienza. Next Generation a cura di Max Brockman, una raccolta di interviste a diciotto giovani scienziati. Ognuna di queste menti brillanti parla del proprio lavoro di ricerca insieme alle sue applicazioni e alle potenziali linee di indagini future: dall’energia oscura dell’universo, alla percezione del tempo nel nostro cervello, dall’evoluzione degli esseri umani fino ai neuroni specchio e al mondo “alieno” dei virus.

Io sto leggendo un libro a cura di due matematici italiani che amano il proprio lavoro di insegnante: Pensieri sottobanco. La scuola raccontata alla mia gatta  a cura di Paolo Fasce e Domingo Paola. L’idea del libro nasce un po’ come risposta alternativa alle tesi sostenute da Paola Mastrocola nel suo famoso libro La scuola raccontata al mio cane e raccoglie idee, esperienze e proposte per migliorare la scuola. «La scuola è plurale» scrive Paolo Fasce «È composta da molte anime, alcune delle quali ho cercato di coinvolgerle perché un monologo, per tanto convincente e profondo che sia, rappresenta comunque un solo punto di vista, e nella scuola delle mille culture didattiche e pedagogiche e della complessità dell’utenza di oggi nessuno può, da solo, descrivere la situazione, figuriamoci dare soluzioni ».
Mi sento particolarmente vicina alla visione viva e non rassegnata – nonostante i tempi bui – che gli autori propongono, perché a scuola si sta bene, si vive e “si può fare, si può fare” (come cantava Branduardi!) ne sono convinta! E poi mi sento vicina agli autori, anche (e non solo) per motivi anagrafici, perché come sottolinea Paolo Fasce parlando della pubblicazione della Lettera a una professoressa nel 1967 «Alcuni autori di questo libro sono nati proprio in questo anno, molti entro un limitatissimo intervallo di tempo vicino a questa data. Ci piace, a distanza di più di quarant’anni, considerarci eredi di don Milani».

Mi porterò in vacanza Matematica. Stupore e poesia di Bruno D’Amore, che contiene interventi e saggi di tantissimi esperti e matematici importanti, come Piergiorgio Odifreddi, Michele Emmer, Claudio Bartocci, Gabriele Lolli, Luis Radford, Umberto Bottazzini, Giorgio Israel, Sandro Graffi, Ubiratan D’Ambrosio. Si legge nella presentazione: «Attraverso arte, storia, letteratura, filosofia e scienze sociali, l’autore e i suoi illustri colleghi ci guidano alla comprensione di questa bizzarra e capricciosa disciplina che è la matematica». E per restare nel campo interdisciplinare, porterò anche La consistenza della luce di Alessandro Carrera, che ha come sottotitolo “Il pensiero della natura sa Goethe a Calvino”: un libro dedicato al tema della luce, della visione e dello sguardo fino a spingersi all’indagine del problema stesso della conoscenza.

Buona lettura a tutti e buone vacanze!!!

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Per chi ama la Matematica

1 Mag. 2010 | categoria Algebra, Analisi, Aritmetica, Euclide, Fisica, Letteratura, Logica, Matematica, coniche, curve, elettromagnetismo, equazioni, esperimenti, esponenziali, funzioni, geometria, integrali, laboratorio, libri, luoghi geometrici, numeri, onde elettromagnetiche, pedagogia, storia della scienza | Leggi tutto | Nessun commento

Amo la Matematica” è il sito di Daniela Molinari, che insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico “Decio Celeri” di Lovere (Bg).
Sono felice di scoprire durante le mie peregrinazioni in rete, sempre più siti curati da insegnanti italiani, tutti ricchi di proposte e materiali di ottima qualità, insieme ai materiali didattici usati quotidianamente.
Nel sito della prof. Molinari infatti è possibile vedere i testi e le soluzioni dei compiti in classe che propone ai suoi studenti e anche un catalogo ben realizzato di utili schemi e riassunti (un bel modo per condividere le pratiche scolastiche sia con gli studenti sia con tutti gli altri insegnanti, me compresa!) insieme ad approfondimenti di storia della Matematica e della Fisica e a tantissimi consigli di lettura. Questi ultimi sono assolutamente da consultare: nella pagina “libri” ci sono ben 79 schede a tutt’oggi, che presentano libri importanti, insieme alle ultime novità (ho ritrovato tanti libri che amo proporre in classe anch’io).
Nella sezione “Curiosità” ho trovato (e mi sono già scaricata, perché li leggerò come autoaggiornamento) testi molto interessanti, come ad esempio quello intitolato “L’ansia, la Matematica e la voglia di imparare” e che ha come sottotitolo “in che misura le nostre paure possono compromettere la nostra capacità di imparare la matematica” che è la relazione finale dell’anno di formazione della Molinari e che affronta tematiche fondamentali per chi accetta ogni giorno questa importante sfida educativa. E testi come gli appunti della conferenza di Giuseppe Pea sul tema “Come appassionarsi alla Matematica?”….
Insomma, ho scoperto un bel posto dove arricchirsi di Matematica e Fisica sotto tutti gli aspetti e che sono felice di poter condividere con voi :-)

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