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nuove tecnologie

Fusione inversa

29 Gen. 2011 | categoria Fisica, fotovoltaico, nuove tecnologie | Leggi tutto | Nessun commento

La fusione inversa è un fenomeno nel quale alcuni materiali si sciolgono quando si abbassa la temperatura, al contrario di quanto avviene di solito: se si raffredda l’acqua infatti essa si solidifica e per farla ritornare dallo stato solido a quello liquido bisogna riscaldarla.
Il fenomeno ha importanza sia dal punto di vista delle applicazioni tecnologiche sia da quello teorico.
Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), diretto dall’italiano Tonio Buonassisi, sostiene che si potrebbero fabbricare celle solari fotovoltaiche con silicio purissimo. Le impurità infatti abbassano l’efficienza per convertire l’energia solare in elettrica. Maggiori informazioni sul sito del Mit e anche in questo articolo intitolato I vantaggi della fusione inversa del silicio.
Dal punto di vista teorico invece ho letto in questo articolo di Galileo del 20 luglio 2010, che sulla rivista Science è stato pubblicato uno studio che dimostra come con il processo di fusione inversa, il disordine molrcolare invece di diminuire, aumenti. L’aumento di entropia si osserva solo in alcuni punti e non nel sistema globale.

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La matematica è filosofia

24 Nov. 2010 | categoria Didattica, Filosofia, Fisica, Informatica, LIM, Matematica, didattica multimediale, nuove tecnologie | Leggi tutto | Nessun commento

Ecco il titolo di una presentazione che ho scoperto in rete grazie al consiglio di una collega incontrata al workshop pomeridiano del Convegno Digital Learning di settimana scorsa (interessantissimo!! Ne parlerò ancora…), che mi ha fatto conoscere Prezi, un software gratuito per creare lezioni multimediali e presentazioni un po’ diverse dal solito Power Point.
Inutile dire che mi sono già iscritta come docente e che ho provato a creare una lezione di Fisica… ci lavorerò perché lo strumento didattico è a mio parere molto efficace, soprattutto perché permette di lavorare non in termini “seriali” (cioè una slide in seguito all’altra), ma visualizzando tutta la mappa concettuale dall’alto, permette di muoversi da un argomento all’altro in maniera “parallela”.
Ritornando al titolo del mio post di oggi, vi consiglio di vedere questa presentazione  che, anche se non contiene faville dal punto di vista multimediale (cioè niente video ecc…) ha però una grandissima attrattiva sia formale (è realizzato con molti zoom che focalizzano i concetti importanti) sia soprattutto filosofica. A partire da Aristotele, l’autore individua alcune equazioni matematiche che secondo lui rispecchiano modi e concetti filosofici.
Per avere un’idea concreta di come lavora Prezi, guardate questo video di pedagogia della matematica.

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News sulla scuola digitale

17 Ott. 2010 | categoria Accessibilità, Didattica, LIM, Paolo Ferri, didattica multimediale, e-learning, giochi, libri, nuove tecnologie, pedagogia, scuola digitale | Leggi tutto | 3 commenti

È tempo di corsi di aggiornamento, convegni e workshop per chi è interessato alla didattica integrata con i nuovi media digitali. Vi segnalo tre appuntamenti, tutti a Milano.

Si comincia settimana prossima allo Smau con tantissimi workshop dedicati ai social network, come i seguenti:

1) Mercoledì 20 ottobre alle 13.30: Gianni Marconato (fra gli autori del social network La scuola che funziona  e del Manifesto degli insegnanti)
2) Giovedì 21 ottobre ore 14:  Alberto Ardizzone (Docente distaccato presso l’Ufficio Scolastico per la Lombardia, si occupa della diffusione della cultura dell’accessibilità nelle scuole. E’ membro attivo della comunità di pratica Porte Aperte sul Web, punto di riferimento per gli insegnanti che si occupano di comunicazione web senza barriere attraverso l’adozione di modelli ed ambienti fortemente collaborativi e cooperativi) con un workshop dal titolo “Una community aperta per innovare la comunicazione web a scuola“.
3) Venerdì 22 ottobre alle 12.00: Caterina Policaro (insegnante ed esperta di e-learning e tecnologie nella didattica.) con un workshop dal titolo “Social network nella didattica: uso, consapevolezza, opportunità e proposte

La lista completa dei wokshop si trova in questa pagina del sito di Porte Aperte sul Web. Piccola nota personale: alcuni anni fa ho seguito per due anni i loro corsi di aggiornamento on line sull’accessibilità e ho realizzato il sito della mia scuola. A questo proposito, Caterina Policaro (nell’articolo Wordpress per i siti scolastici accessibili del suo blog su Wired intitolato“Youschool”) segnala il progetto Scuola Aperta sul Web, parte di “Un CMS per la scuola” a cura di Renata Durighello: l’obiettivo del progetto è quello di mettere a disposizione quattro modelli di sito scolastico basati su Content Management System con architettura comune per navigazione lato utente e l’organizzazione delle sezioni lato amministratore.
Sempre per quanto riguarda gli strumenti social per la didattica vi consiglio questo articolo molto interessante e utile dal titolo 7 Fantastic Free Social Media Tools for Teachers.

Il secondo appuntamento è il Seminario La classe è mobile dell’iniziativa Teniamoci per Mouse 2010 (arrivata ormai alla sua ottava edizione), venerdì 29 ottobre 2010, presso l’Aula Magna dell’ Università Cattolica. L’argomento verte su: mobile learning, iPad, iPod, Lim (mi sono già iscritta, ovviamente!).
Fra gli organizzatori c’è Pier Cesare Rivoltella, professore di Didattica e tecnologie dell’istruzione presso l’Università Cattolica di Milano, che insieme a Simona Ferrari, ha di recente pubblicato il libro A scuola con i media digitali. Problemi, didattiche, strumenti (V&P ed., 2010). L’ho letto con molto interesse perché affronta le principali tematiche legate ai media digitali e alla loro integrazione con la didattica, sia teorici, sia soprattutto applicativi, anche con una serie di schede didattiche contenute nel Dvd allegato.
Un tema “scottante” è ad esempio quello dell’uso del cellulare in classe: la didattica nella prospettiva del 2.0 vede il cellulare come uno strumento importante per abilitare al meglio i processi di costruzione collaborativi della conoscenza che avvengono in classe. «Il sistema-scuola per ora si è difeso nei confronti di questo oggetto» sottolinea Pier Cesare Rivoltella: «le ragioni di questo atteggiamento vanno cercate proprio nelle sue specificità: un telefono mobile in classe consente di filmare o registrare cose che dovrebbero rimanere appunto in classe, introduce un elemento di distrazione, autorizza il generarsi di una comunicazione parallela tra gli studenti (via Sms) che si sovrappone a quella dell’insegnante, apre un pericoloso canale di comunicazione con l’esterno». Gli aspetti di multimedialità e di comunicazione che attualmente sono visti come problemi possono invece costituire il valore aggiunto di questi dispositivi all’interno della scuola.
Una ricerca condotta nel Regno Unito da ricercatori dell’Università di Nottingham nel 2008 ha appurato che l’uso didattico del cellulare in alcune scuole secondarie opera secondo le logiche della ripetitibilità, efficienza, connettività e autorialità. Gli studenti possono fotografare le fasi di un esperimento, così da poter realizzare a casa la relazione con maggior precisione, oppure scambiare materiali digitali, accedere a spazi di collaborazione in Internet, condividere con l’insegnante e i compagni lo spazio di lavoro delle Lavagne Interattive Multimediali (Lim), realizzare podcast.
Un’opportunità da considerare se la scuola vuole entrare attivamente nella cultura digitale. Si tratta di uscire da una logica del divieto verso una connotazione positiva dei nuovi media. E se il cyber-bullismo è in agguato, una delle soluzioni educative è quella di riparare l’infrazione con lo strumento stesso che ha creato il danno: «hai denigrato on line ora on line riabiliti il tuo compagno…».

Il terzo evento è il convegno internazionale Digital Learning. Scuola, Apprendimento e Tecnologie Didattiche il 18 e 19 novembre a Cinisello Balsamo, organizzato da Paolo Ferri (Professore Associato docente di Tecnologie didattiche e Teoria e tecnica dei nuovi media presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano Bicocca) e Davide Diamantini (vicedirettore del Laboratorio Nomadis e ricercatore presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca). Vi riporto di seguito la presentazione:

  • Gioco, simulazione, performance, appropriazione, multitasking, conoscenza distribuita, intelligenza collettiva, giudizio critico, navigazione transmedia, networking, negoziazione: queste sono secondo Henry Jenkins le caratteristiche delle nuove forme di appropriazione comunicativa dei media digitali che vengono sviluppate dai bambini e dai preadolescenti (ma anche dai teen ager) del nuovo millennio: si tratta della generazione dei nativi digitali. Gli effetti combinati della rivoluzione digitale e del Web 2.0 sui sistemi educativi si concretano in una loro radicale trasformazione che tende a riorientarli verso una struttura formativa che privilegia un forte accento su un approccio “centrato sullo studente”.
    Il Convegno si propone di affrontare la tematica della transizione al digitale nei contesti scolatici e formativi attraverso un duplice approccio. Da un lato, gli interventi di studiosi internazionali permetteranno di fare il punto sullo stato dell’arte delle ultime tendenze nel campo della formazione aumentata dalle tecnologie: one to one computing, augmented education, technology enhanced learning.
    Dall’altro, il convegno vuole diventare l’occasione per mettere a disposizione di tutti gli insegnanti della Scuola una serie di Workshop che forniscano concreti strumenti di formazione, modelli didattici operativi e forme di utilizzo delle ICT nella scuola. L’auspicio è che le esperienze maturate nei workshop possano servire ad indicare alcuni percorsi per gestire il processo di progressiva digitalizzazione delle pratiche didattiche in corso anche nella Scuola Italiana.
    Nel corso del Convegno verranno presentati i dati di due ricerche condotte negli scorsi due anni dai gruppi di ricerca dell’Università Milano-Bicocca che fanno riferimento al Centro di Alta Formazione QUA_SI/Universiscuola. La prima è la rilevazione 2010 della ricerca sulla Dieta Mediale dei giovani studenti universitari che si occupa di indagare i loro consumi culturali, osservare da vicino la familiarità degli studenti con i piu innovativi strumenti tecnologici, monitorare le abitudini di consumo di contenuti e prodotti culturali, verificare la frequenza e le modalità principali con cui gli studenti si collegano a Internet, analizzare la conoscenza e l’utilizzo di piattaforme e strumenti del web 2.0. La seconda indaga il fenomeno del Cyberbullismo che, in questi anni, è stato al centro di molte polemiche in Italia e a livello internazionale.

Per quanto riguarda ancora le letture, il 2 ottobre è appena uscito il libro curato da Paolo Ferri, di Henry Jenkins Culture partecipative e competenze digitali (Guerini Studio 2010).

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LIM

29 Apr. 2010 | categoria Fisica, Matematica, Paolo Ferri, nuove tecnologie | Leggi tutto | 3 commenti

Sto lavorando da alcuni mesi con la Lavagna Interattiva Multimediale nella mia classe terza. A scanso di equivoci lo dico subito: mi trovo molto bene, fino al punto che lavorare nelle altre classi a volte mi risulta più difficile e la vorrei anche lì. Perché? Per tanti motivi: prima di tutto posso preparare il lavoro di spiegazione a casa, creare le pagine con tutti i passaggi che appaiono pian piano, come in Power Point, ma anche perché quando sono in classe al momento, le posso modificare comodamente, sottolineare con un evidenziatore, insomma lavorarci su come se fossero un canovaccio di supporto a quello che farò o dirò.
Parlando con una mia collega (è la stessa che mi aveva dato l’idea della curva brachistocrona l’anno scorso e con la quale ho sempre conversazioni interessanti) che ha preparato una lezione in Power Point, è emerso che avere il testo, come durante una conferenza, permette di dire molte cose in più (che non avremmo il tempo di aggiungere nella lezione “classica”), di fare osservazioni, di ragionare e approfondire i passaggi, senza – tra l’altro – la preoccupazione di sbagliare a scrivere un simbolo, perché è già lì…
È molto utile anche quando risolviamo gli esercizi in classe perché alla fine nulla è perduto, salviamo tutto il lavoro in un file in pdf che gli studenti si copiano sulla loro pen drive. Se ho un assente c’è il file e non deve fotocopiarsi gli appunti dell’amico… Prendono comunque appunti perché si lavora sempre insieme allo studente che scrive alla lavagna, ma avere la copia di quello che si è fatto in classe può servire, se per caso una volta a casa ci si accorge di non aver capito un passaggio che magari risulterà più chiaro da quella fonte “diretta”.
E poi la lavagna è IN CLASSE e non mi devo spostare per andare nel laboratorio di Informatica (tra l’altro sempre occupato da altre classi…), giustamente definito da Paolo Ferri, una specie di “ghetto” nel quale si confinano tutte le tecnologie, senza pensare che il computer è un utile strumento di supporto alla didattica quotidiana e che sarebbe importante avere sempre a portata di mano. Sogno la creazione di “isole virtuali” in ogni classe (bel termine sempre di Ferri) nelle quali approdare felici dopo il naufragio di anni nei quali combatto a parole per spiegare argomenti che con un’occhiata risulterebbero molto più comprensibili: sto parlando del moto armonico ricavato come proiezione sull’asse delle ascisse (o delle ordinate, come preferite) di un punto che si muove di moto circolare uniforme, sto parlando dell’interpretazione geometrica della derivata, sto parlando della definizione di velocità istantanea (che è lo stesso!), sto parlando degli integrali, dell’induzione elettrostatica, della teoria delle onde, insomma, mi riferisco a tutti quegli argomenti per i quali con la semplice lavagna nera sono oggettivamente difficili. Difficili perché implicano uno sforzo di visualizzazione e di immaginazione di una dinamica che ha bisogno di venti minuti minimo per essere analizzata, mentre che con una semplice animazione risulta evidente in due secondi. E i rimanenti 19 minuti e 58 secondi mi servono per dire cose in più e meglio sull’argomento, per sentire le osservazioni e le domande degli studenti (sempre utilissime).
Altro vantaggio: quando gli studenti portano degli approfondimenti da esporre a tutta la classe sotto forma di seminario, possono usarla e sfruttare tutte le sue potenzialità, compreso il touch screen, che non è poco, rende anche più bello (perché no?) e divertente il fare matematica (o fisica). Se hanno un’immagine da far vedere, non devono più far girare la fotocopia fra i banchi, ma basta averla su file, ecc. ecc.
Non ultima osservazione: per i prossimi anni ho già alcune lezioni già preparate, che come ogni anno integrerò con quello che mi salta in mente al momento (magari un collegamento con un libro letto nel frattempo o con una nuova applet o film o musica…) e che sono già nel mio computer belle pronte, a formare un archivio che spero sarà sempre utilizzabile.
Se avete avuto la pazienza di leggermi fin qui, prima di tutto vi ringrazio e poi mi scuso se la mia analisi è forse troppo personale e parziale, quindi se volete studi più approfonditi sull’argomento e materiali, vi consiglio un po’ di link, come ad esempio:

• La pagina informativa sulle LIM del sito “Scuola digitale” a cura del Miur
• Il blog “La scuola digitale” di Paolo Ferri
• L’appello dell’associazione Matite nel web per avere un unico formato dei file da usare per le LIM
• Uno spazio web italiano nel quale condividere le proprie esperienze e pratiche didattiche di Matematica, a cura della professoressa Cinzia Chelo
• Il percorso “Probabilità e legge dei grandi numeri” degli studenti dell’Istituto Istruzione Secondaria Superiore “G.M. Galanti” di Campobasso
Corsi e materiali (anche con filmati su youtube, ad esempio dell’asse di un segmento) a cura del professor Ubaldo Pernigo
• L’articolo di Barbara Rosenthal  ”Cancellino digitale” su LinxMagazine

Molte case editrici inoltre stanno proponendo materiale didattico per questo tipo di lavagna.

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Corpo automi robot

3 Feb. 2010 | categoria Arte, Astronomia, Automi, Informatica, Letteratura, Teatro, cinema, meccanica, nuove tecnologie, robot, storia della scienza | Leggi tutto | Nessun commento

scacchistaA Lugano fino al 21 febbraio c’è una mostra di quelle che piacciono a me… infatti ci sono finalmente andata! Si intitola Corpo Automi Robot. Tra arte, scienza e tecnologia e affronta con un approccio interdisciplinare il rapporto tra il corpo umano e la rappresentazione che di esso è stata data da parte delle arti, della scienza e della tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la dinamica dell’imitazione del corpo (con gli automi) e della sua sostituzione (con i robots).
Come si legge nella presentazione: “La mostra si articola in due sezioni: la prima, allestita a Villa Ciani, ripercorre la storia degli automi, proponendo un excursus dalla Grecia classica ai nostri giorni e includendo alcuni prodotti della più avanzata tecnologia quali robot, androidi, ecc. La seconda, presentata al Museo d’Arte dà spazio alla riflessione sulla creazione artistica dell’età moderna e contemporanea incentrata sul rapporto corpo-macchina e corpo-tecnologia.”
ballettoIl percorso è ricco di oggetti importanti e preziosi sia per quanto riguarda l’ambito artistico sia quello tecnologico: trovarsi faccia a faccia con il famoso “Turco” l’automa scacchista che vinse contro Napoleone e contro Benjamin Franklin è un’esperienza indimenticabile, anche se si tratta ovviamente di una ricostruzione (l’originale “perì” in un incendio). Del resto anche l’automa non era originale ma nascondeva al suo interno un trucco… c’è ancora in rete una scheda che avevo scritto sulla sua storia.
O ancora, è bellissimo poter ammirare da vicino i personaggi meccanici dell’opera teatrale “Il balletto triadico” di Oskar Schlemmer, che danzarono negli anni ’20 a Weimar… o incontrare il celebra automa disegnatore di Jacquet-Droz del 1774.
Gli incontri sono tantissimi: dal moto perpetuo di Man Ray ai meccani di Enrico Baj e Raymond Quenau, fino ad Aibo, il cane robot da compagnia della Sony o ai moderni robot frutto della ricerca più avanzata…

Segnalo anche una serie di conferenze legate alla manifestazione: giovedì 4 febbraio ore 18 “Frammenti di una storia sociale degli automi” del prof. Mario G. Losano; giovedì 11 febbraio ore 18 “L’uomo artificiale: tra utopia, guerra e gioco” del prof. Pietro Bellasi; giovedì 18 febbraio stessa ora, conferenza del filosofo Emanuele Severino.

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