Si chiama Physaliaed è uno dei numerosi progetti all’avanguardia dello studio di architettura Vincent Callebaut di Parigi, famoso per la sua attenzione alle tematiche ambientali. A guardarlo sembra appena uscito da un film di fantascienza, invece è una vera e propria struttura galleggiante, pensata per navigare sui maggiori fiumi europei e – perché no? – mondiali.
Deve il suo nome “Physalia physalis” al greco phusalis, che significa “bolla d’acqua” ed è progettata per agire ad ampio raggio sulla gestione ecologica dell’acqua. Visto che questo è un blog di Fisica, partiamo dagli aspetti energetici: Physalia è un laboratorio mobile che produce autonomamente idro-elettricità, dotato di moduli solari fotovoltaici che lo rendono un prototipo di architettura a “energia positiva” e cioè in grado di produrre più energia di quanta ne consumi.
In più, è un magnifico depuratore: la sua superficie reagisce ai raggi ultravioletti e assorbe e ricicla per effetto foto-catalitico i residui chimici e gli inquinanti rilasciati nelle acque fluviali dalle altre imbarcazioni e dagli scarichi industriali. L’acqua filtrata viene poi purificata biologicamente.
Al suo interno si svilupperanno quattro giardini tematici, dedicati ai quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco), che saranno spazi espositivi e di incontro, dedicati all’approfondimento delle tematiche ambientali, come la biodiversità degli ecosistemi acquatici. Conclusosi l’anno dell’Astronomia è iniziato infatti un altro anno non meno fondamentale e importante, quello della Biodiversità.
Che le materie scientifiche abbiano bisogno di una didattica fortemente coinvolgente è un dato di fatto che sperimentiamo tutti i giorni, soprattutto nelle attività di laboratorio. Lavorare dunque con prototipi di robot in classe può essere una buona strada, sia perché “il robot può consentire di abbinare alla ricostruzione del sapere accumulato nelle attività scolastiche la dimensione della creazione, dell’invenzione, della riproposizione in nuove chiavi dei concetti e delle tecniche già acquisite” sia per la sua “dimensione ludica: il robot viene comunemente associato al gioco e non nasconde più il carattere misterioso della metà del secolo scorso”.
Per approfondire l’argomento, segnalo l’articolo di Andrea Mameli(dal quale ho tratto le frasi virgolettate) che riporta anche numerosi link, non ultimo quello al concorso annuale per le scuole Minirobot (dal quale ho tratto le immagini).
Piccola, anzi nano-disattenzione da parte mia: non mi sembra di avere ancora parlato abbastanza di nanotecnologie… e allora non c’è di meglio che iniziare il 2010 con loro!
Il campo è sterminato e le applicazioni utili in tanti ambiti, da quello medico a quello energetico e industriale, senza trascurare l’informatica. Sul sito del centro italiano per le nanotecnologie Nanotec.it è possibile trovare sia materiale teorico (a partire dalla definizione “con nanotecnologie si intende la capacità di osservare, misurare e manipolare la materia su scala atomica e molecolare”) sia informazioni sempre aggiornate e ulteriori link. Da sottolineare il fatto che l’Italia è ai primi posti per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione: la copertina del primo numero del 2010 della rivista Nature Nanotechnology è dedicata a un dispositivo creato da un gruppo di ricercatori dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova, per fare uno dei tanti esempi nazionali.
Per quanto riguarda le applicazioni industriali, ho scovato in rete (forse grazie a qualche amico giornalista su facebook, non me ne voglia se non lo cito ma non mi ricordo più chi me lo ha segnalato!!) un’azienda che produce un meccanismo per proteggere le superfici, che si spruzza semplicemente come un semplice prodotto per la casa. Si chiama Ector e sfrutta i meccanismi di nanoparticelle per abbassare la tensione superficiale dei materiali che si vogliono proteggere, con il risultato visibile di renderli idrorepellenti e antisporco!
Infine non c’è di meglio che un dolce omino di neve che dalle nano-dimensioni ci augura Buone Feste e – aggiungo io – Buon Anno )
P.S. e buon compleanno a Newton! (se andate oggi su Google, cade la mela)
Siamo a Natale, ma i fisici sono noti per il loro andare contro il senso comune, quindi oggi… parliamo del carnevale (della fisica) un carnevale tutto particolare: si tratta infatti di un’iniziativa partita il 30 novembre, che cerca di promuovere la comprensione della fisica e delle scienze in maniera originale e divertente. La data di inizio è stata scelta per ricordare che il 30 novembre di 400 anni fa Galileo osservò per la prima volta il cielo con il telescopio.
Come succede per l’analogo carnevale della matematica, anche quello della fisica avrà un appuntamento mensile il 30, giornata che ospiterà un post dedicato alle ultime novità in rete sulla divulgazione di argomenti che abbiano una relazione con la fisica. Il post comparirà mese dopo mese a turno in uno dei tanti blog che si proporranno come ospiti.
C’è inoltre la possibilità di iscriversi a un social network dove lasciare osservazioni, foto e video.
Ringraziamo il blog di divulgazione scientifica Gravitàzero che ha fatto partire questa bella reazione a catena!
Ops, dimenticavo, oggi è il 14… festeggiamo anche il carnevale della matematica
Il cielo si può osservare a diverse lunghezze d’onda. E con “cielo” si intende l’universo… E’ in rete una risorsa gratuita che permette di visualizzare le varie mappe celesti. Si chiama Chromoscope ed è molto semplice da consultare: basta cliccare sulla fascia dello spettro (delle lunghezze d’onda) che si desidera et voilà, appare la “foto” secondo quel particolare “colore” od “obiettivo”. I dati sono tutti originati da progetti scientifici internazionali e da satelliti; in particolare si hanno i seguenti range di visione: raggi gamma, raggi X, raggi alfa, la luce visibile, l’infrarosso, le microonde e le onde radio, che derivano rispettivamente dai seguenti progetti di rilevazione astronomica Fermi, Rosat, Wham, Dss, Iras, Wmap, Haslam.
(Ci si può spostare con il mouse e zoomare cliccando due volte con il tasto destro.)
Buona visione!